Keep Calm and Switch to GREEN [2]


Definite le caratteristiche di cosmesi tradizionale, naturale e biologica (nella prima parte di questo articolo che puoi leggere qui Keep Calm and Switch to GREEN [1]) come capire a quale categoria appartiene il prodotto che vorremmo acquistare?

E, soprattutto, in base a quale principi dovremmo fare la nostra scelta?

scaffale-skin-care

La risposta alla prima domanda è solo una: un’attenta lettura degli ingredienti (INCI) rappresenta l’unico strumento per identificare con certezza le caratteristiche del prodotto dato che, attualmente, i termini come “naturale”, “organico”, “biologico” sono utilizzati spesso indiscriminatamente senza una reale corrispondenza con la formulazione del cosmetico.

La Commissione Europea sta cercando di tutelare maggiormente i consumatori: il nuovo regolamento sui cosmetici, entrato in vigore da luglio 2013, ha lo scopo di rafforzare e chiarire le attuali norme sulla sicurezza dei prodotti. Per l’etichetta, ad esempio, non potranno essere impiegate diciture, denominazioni, marchi, immagini o altri segni, figurativi o meno, “che attribuiscano ai prodotti stessi caratteristiche o funzioni che non possiedono”.

Un altro strumento importante per un acquisto consapevole di un prodotto cosmetico è la “certificazione”, che permette al consumatore di avere ulteriori garanzie. Purtroppo però, a differenza del settore agroalimentare, non vi è una legislazione univoca in tal senso, ma la certificazione è affidata ad enti privati, ognuno dei quali ha dettato degli standard propri. Attualmente è l’azienda che decide di certificarsi volontariamente. Nel tempo tutto ciò ha creato nel consumatore una evidente confusione che lo ha limitato nella sua libera scelta all’acquisto. La continua proliferazione di sigilli e loghi ha causato molte divisioni in un settore già frammentato come quello della “cosmesi naturale” rendendo difficile ai consumatori la comprensione di quanto un prodotto certificato sia davvero più “bio” rispetto agli altri.

In Europa, per risolvere la questione legata alla frammentazione dei disciplinari, molti enti di certificazione stanno cercando di creare uno standard comune e definitivo.

Fino ad allora, quindi, l’unica certezza è rappresentata dagli ingredienti che, per legge, devono essere riportati sulla confezione del prodotto cosmetico così come di quello alimentare.

Imparare a leggere l’INCI

L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è la nomenclatura utilizzata a livello internazionale per identificare gli ingredienti presenti in un prodotto cosmetico indicati nell’elenco riportato sull’etichetta che ne illustra la composizione.

1) L’ordine degli ingredienti

La prima regola da conoscere per quanto riguarda la lettura dell’INCI è relativa all‘ordine stesso in cui gli ingredienti sono presentati in etichetta: gli ingredienti devono essere indicati uno dopo l’altro a partire dalla sostanza presente in quantità maggiore nel prodotto. Seguono tutti gli altri ingredienti, che vengono presentati in ordine decrescente.

2) Nomenclatura utilizzata per gli ingredienti

La nomenclatura INCI contiene alcuni termini in latino (riferiti ai nomi botanici e a quelli di ingredienti presenti nella farmacopea; ad esempio “prunus amygdalus dulcis oil” sta per “olio di mandorle dolci”) mentre la maggioranza è in inglese; nel caso dei coloranti si utilizzano le numerazioni secondo il Colour Index (es. CI 45430).

Fanno eccezione i coloranti per capelli, che devono sempre essere indicati col loro nome chimico inglese.

Ingredienti da evitare

La scelta di un prodotto con la garanzia che esso non abbia effetti dannosi sulla pelle e rispetti l’ambiente deve tenere principalmente conto degli ingredienti che NON devono essere presenti nella sua formulazione.

Le sostanze riportate di seguito sono comunque ammesse dalla legislazione vigente nella fabbricazione dei prodotti cosmetici nonostante, in molti casi, sia scientificamente dimostrato il loro effetto nocivo sull’organismo umano e sull’ambiente.

1) Ingredienti derivati dal petrolio come Paraffinum Liquidum, PEG e PPG, Mineral Oil, Petrolatum, spesso purtroppo presenti anche nei prodotti destinati a bambini e neonati e nelle creme idratanti per il viso e per il corpo vendute nei comuni supermercati, nelle profumerie e anche in farmacia o in erboristeria.

Altri nomi utilizzati per indicare petrolati: Mineral oil Petrolatum, Paraffinum liquidum, Cera microcristallina, Vaselina, Paraffina, Microcrystalline Wax

bepanthenol

nivea

Altri cosmetici che contengono Paraffina Liquida

  • DermaSol Bimbi Crema Solare Protettiva Alta protezione 1-3 anni
  • Avene Serenage Crema Anti-Età
  • Fango Anticellulite Pluriattivo
  • Garnier Bodytonic
  • Lierac Bust Lift Creme Modelage
  • Bionike Defence Body Smagliature
  • Aveeno Cream con avena colloidale
  • Aveeno Bagno-Doccia Idratante

tanto per citare alcuni rappresentanti delle varie categorie.

3) Ingredienti altamente inquinanti come EDTA, MEA, TEA, MIPA.

4) Ingredienti altamente allergizzanti o considerati come potenziali cessori di formaldeide, tra i quali troviamo: Triclosan e Imidazolidinyl urea, DMDM Hydantoin, Methylisothiazolinone e Methylchloroisothiazolinone, utilizzati come conservanti.

5) Siliconi come Poliquaternium-80, Dimethicone, Amodimethicone, Cyclomethicone, Ciclopentasiloxane, Siloxane, inquinanti e capaci di creare una pellicola sulla pelle e sui capelli, per renderli apparentemente sani, ma per nulla nutriti. A lungo andare gli effetti si traducono in disidratazione e alterazione dell’equilibrio idrolipidico di pelle e capelli con conseguenze che vanno dagli inestetismi a patologie vere e proprie.

6) Tensioattivi derivati dalla raffinazione del petrolio (Sodium laureth sulfate, Sodium lauryl sulfate, Ammoniun lauryl sulfate e altri).

Per completezza, per approfondire l’argomento e per comprendere quali sono i danni provocati dalle sostanze elencate sopra puoi consultare questa pagina: http://www.disinformazione.it/cosmetici.htm.

Per cercare ingredienti cosmetici specifici con la valutazione degli effetti (positivi – verde, neutri – giallo, nocivi-rosso) puoi consultare il Biodizionario: qui sono catalogati oltre 4000 ingredienti cosmetici.

Sul Database degli INCI cosmetici del forum saicosatispalmi.org trovi le tabelle degli ingredienti di molti ptodotti cosmetici in commercio.

Ecco un bell’esempio della valutazione (da Biodizionario) di un prodotto destinato ai neonati che riporta tra i primi posti (alte concentrazioni) una variegata selezione di petrolati cancerogeni:

pastaFissan

Di fronte a simili situazioni, dopo l’incredulità nel pensare che un tale prodotto sia in vendita, dopo la frustrazione nel sentirmi così poco tutelata come consumatrice, nasce il desiderio di conoscere per evitare. La responsabilità dell’informazione ricade su ognuno di noi: siamo noi che dobbiamo informarci, studiare capire e non limitarci ai consigli per gli acquisti.

Per me è prioritario condividere e diffondere queste informazioni. E’ uno degli obiettivi primari di questo blog con cui spero di sensibilizzare quante più persone possibili affinché, almeno, si rendano conto che la pubblicità non è la verità.

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SophieCognac

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Pubblicato su ingredienti cosmetici dannosi
8 comments on “Keep Calm and Switch to GREEN [2]
  1. […] Leggi in questo post quali sono gli ingredienti da evitare nei prodotti cosmetici. […]

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  3. […] eccesso anche questa protezione naturale. Il consiglio è quello di utilizzare detergenti delicati (leggi su questo post quali sono i tensioattivi da evitare) e, soprattutto per il viso, esistono metodi di pulizia alternativi utilizzando le […]

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  4. […] Trovi a questo link un approfondimento su come leggere e interpretare l’INCI. […]

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  5. […] Tra i prodotti cosmetici cerca quelli che contengono in prevalenza gli ingredienti individuati al punto 2. Nell’INCI gli ingredienti sono inseriti in ordine decrescente per quantità. Per saperne di più puoi leggere qui. […]

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