Lo zen dell’Oleolito


Uno dei preparati cosmetici più semplici da realizzare in casa, l’OLEOLITO, è un macerato oleoso di piante fresche o secche, spezie, ortaggi.

Se hai già letto il mio post su come estrarre i principi attivi dalle piante, saprai che questa tecnica di macerazione è adatta a tutte le sostanze liposolubili, cioè in grado di sciogliersi in olio.

L’oleolito unirà le proprietà della droga (pianta) utilizzata a quelle dell’olio in cui è stata macerata.

Il prodotto così ottenuto sarà utilizzabile con molta versatilità sia tal quale, sia in altre preparazioni cosmetiche (e alimentari).

Potrai produrre facilmente oleoliti con proprietà dermocosmetiche molto diverse tra loro: rilassanti, tonificanti, purificanti, da utilizzare a seconda delle esigenze.

Lo zen dell'oleolito

L’Oleolito

La scelta dell’olio

Per la macerazione possiamo usare un solo olio vegetale oppure un mix di due o tre oli.

Il criterio fondamentale è che deve trattarsi di oli resistenti all’irrancidimento. Tra i più adatti l’olio di oliva, di riso (quasi inodore), di vinaccioli, l’Olys, di jojoba (molto ricco di vitamina E antiossidante ma anche meno economico dei precedenti).

Il secondo aspetto da considerare è l’uso che si intende fare dell’oleolito: se vuoi un olio lenitivo sceglierai droghe calmanti, antiarrossamento come calendula e camomilla e un olio lenitivo come quello di oliva.

Per la scelta della droga ti rimando ad un post correlato in cui troverai le proprietà dermocosmetiche e i suggerimenti sull’utilizzo delle piante più adatte e facilmente reperibili.

Tecniche di produzione

L’oleolito può essere prodotto con tre metodi diversi, sostanzialmente equivalenti in termini di prodotto finale ottenuto. La scelta del metodo dipende prevalentemente dal tipo di pianta che vuoi utilizzare e dall’olio.

In tutti e tre i casi, la procedura iniziale è la stessa: procurati un barattolo di vetro pulito e perfettamente asciutto (residui di acqua contaminerebbero il prodotto rendendolo inutilizzabile) con coperchio.

Preparazione degli ingredienti

Riempi il barattolo con la droga scelta (pianta, spezia) sminuzzata, per 3/4 del suo volume.

Versa l’olio (o gli oli) nel barattolo fino a ricoprire perfettamente tutta la droga, riempiendo il barattolo quasi completamente. Lascia uno spazio vuoto che ti permetta di mescolare (o agitare) il contenuto.

Mescola accuratamente e chiudi bene il barattolo.

Terminata la fase di preparazione, l’oleolito deve essere sottoposto alla “digestione” ossia la fase di macerazione, diversa per ciascuna tecnica.

erbe e piante

#1 Digestione “a freddo”

E’ la tecnica classica: il barattolo, chiuso, deve essere riposto al buio in un luogo fresco e asciutto e lasciato macerare dai 30 ai 40 giorni. Sarà necessario mescolare il contenuto (agitando il barattolo) ogni giorno.

Il metodo di digestione a freddo è ideale per piante fresche e per le parti più delicate come fiori e gemme. Può essere utilizzato ogni olio resistente all’irrancidimento.

#2 Digestione “a calore solare”

Questa tecnica sfrutta il calore del sole per velocizzare il processo di macerazione che durerà un paio di settimane. E’ adatta ad essere utilizzata con piante fresche.

Il barattolo con i nostri ingredienti dovrà essere di vetro scuro oppure ricoperto con la carta di alluminio.

Durante le ore di luce dovrà essere esposto al sole per assorbirne il calore (ma non la luce, mi raccomando!). Al tramonto dovrà essere riposto in luogo fresco e asciutto, sempre al buio.

Anche con questo procedimento sarà necessario mescolare il contenuto quotidianamente.

Come già detto, il processo di macerazione è più veloce ma il rischio di irrancidimento è maggiore.

#3 Digestione “a bagno-maria”

E’ il procedimento più rapido per produrre il nostro oleolito in poche ore.

E’ adatto ad essere utilizzato con droghe secche e parti più resistenti della pianta, come fusti e radici.

E’ importante in questo caso scegliere oli non termolabili (oliva, riso, jojoba vanno benissimo. Si può utilizzare anche l’olio di girasole).

Il barattolo, ben chiuso, dovrà bollire a bagno-maria da una a tre ore, a fuoco bassissimo. E’ preferibile utilizzare una pentola con fondo alto e porre al suo interno un cestello di quelli utilizzati per la cottura a vapore, oppure uno strofinaccio, in modo che il barattolo non appoggi direttamente sul fondo della pentola.

Dopo questo processo, lasciar riposare per 24 ore prima di procedere con il filtraggio.

Il filtraggio

Terminata la fase di digestione si procede con un duplice filtraggio: il primo, con un passino, servirà a separare l’olio dalla maggior parte della droga. Assicurati di schiacciare accuratamente la droga con un cucchiaino o una forchetta in modo da scolare tutto l’olio di cui sarà imbevuta che è anche il più ricco dei principi attivi estratti dalla pianta.

Dopo questa operazione, lasciamo riposare il preparato per 24 ore per poi procedere col secondo filtraggio. Questa volta, per trattenere anche i residui più piccoli di droga, possiamo utilizzare un foglio di carta da cucina, un filtro da caffè o un panno bianco di cotone o lino. Se l’olio non è ancora completamente limpido, ripetere l’operazione.


L’oleolito è pronto: limpido, profumato e leggermente colorato dalla pianta usata.

Puoi versarlo in una bottiglia di vetro, preferibilmente scuro o, comunque, da conservare al riparo dalla luce, etichettata con il nome della droga usata, gli oli e la data di preparazione.

Se ben conservato, un oleolito può durare in media anche due anni. Se dovesse rovinarsi te ne accorgeresti senza dubbio dall’odore.

Se vuoi puoi aggiungere delle sostanze antiossidanti che limitano l’irrancidimento (superflue se già hai usato l’olio di jojoba), come la vitamina E (o tocoferolo) in quantità pari allo 0,5%, oppure l’aperoxid (0,1 – 0,5%).

Puoi anche inserire nel tuo oleolito un rametto di rosmarino: previene l’irrancidimento dell’olio ma altera l’odore originale.

Ancora, se vuoi, puoi arricchire l’oleolito aggiungendo alcune gocce di olio essenziale con le stesse caratteristiche per potenziarne ulteriormente gli effetti (max 10 gocce per 100 ml di prodotto).

Come si usa

L’oleolito può essere usato tal quale, o unito ad altri oli, per massaggi, impacchi per capelli, oppure come ingrediente nelle preparazioni cosmetiche.

Nelle emulsioni va aggiunto rigorosamente a freddo (in fase C).

Le proprietà dermocosmetiche e, di conseguenza, l’utilizzo cosmetico, dipendono dalle materie prime scelte per la sua preparazione.

Per gli oleoliti più comuni, realizzati utilizzando droghe di facile reperibilità tra supermercati ed erboristerie, troverai nel post correlato le più importanti caratteristiche e i suggerimenti di utilizzo.

[CONTINUA…]

SophieCognac

PS: come sempre ti invito a condividere queste informazioni se ti sono piaciute e le hai trovate utili.

In questo post trovi i consigli di base per le produzioni cosmetiche casalinghe.

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20 comments on “Lo zen dell’Oleolito
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