/ Maggio 7, 2014/ Cosmetologia

I raggi del sole esercitano numerosi effetti positivi sulla salute psico-fisica e sulla crescita dei bambini ma, come ogni medaglia, anche questa tonda e gialla, ha il suo rovescio: i danni di un’esposizione prolungata e senza controllo possono essere anche molto gravi e irreversibili.
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I raggi UV e gli effetti cutanei

Le radiazioni UV che raggiungono la superficie terrestre si distinguono in UVB e UVA in base alla loro lunghezza d’onda.

Raggi UVB

Hanno elevata energia ma basso potere di penetrazione: sono trattenute dai vetri e non oltrepassano l’epidermide.pelle
Stimolano la produzione di nuova melanina: la pigmentazione, e dunque l’abbronzatura, è ritardata.
Possono causare arrossamento della
pelle
e favorire gli eritemi. A causa dell’elevata energia che posseggono, possono provocare danni diretti al DNA cellulare ed essere causa dell’insorgenza di tumori cutanei.

Raggi UVA

I raggi UVA hanno un livello di energia basso ma una capacità di penetrazione molto elevata.penetrazione_uv
Favoriscono la maturazione della melanina (preesistente) a livello cutaneo generando una pigmentazione immediata.
Sono responsabili del fotoinvecchiamento e dei fenomeni di fotosensibilizzazione.
Dato il loro elevato potere di penetrazione riescono ad oltrepassare l’epidermide raggiungendo il derma e deteriorando fibre elastiche e collagene.
Queste radiazioni stimolano la produzione di radicali liberi che danneggiano il DNA, le membrane e i sistemi enzimatici delle cellule, favorendo l’insorgenza di tumori cutanei.

Gli effetti benefici dei raggi UV

Tra i numerosi effetti positivi esercitati dalle radiazioni solari sul nostro organismo, i seguenti sono tra i più rilevanti:

  • Fotosintesi della vitamina D essenziale per la corretta mineralizzazione di ossa e denti. La sua carenza determina il rachitismo e un’alterazione dei processi di calcificazione delle ossa.
  • Abbronzatura 🙂 grazie alla stimolazione della produzione di melanina.
  • Azione antibatterica che previene e cura alcune manifestazioni cutanee di origine batterica (vedi brufoli!)
  • Effetti antidepressivi legati alla capacità di stimolare la produzione di serotonina e melatonina, sostanze endogene che intervengono rispettivamente nella regolazione dell’umore e del sonno.

… E quelli malefici

Come già accennato, purtroppo, gli effetti negativi dei raggi UV sono altrettanto importanti e da non sottovalutare: arrossamenti, eritemi, fotoinvecchiamento della pelle, reazioni di fotosensibilità, fino ad arrivare all’insorgenza, nelle situazioni più gravi, di tumori cutanei.
Anche i capelli possono essere danneggiati dai raggi UV: i radicali liberi attaccano le proteine dei capelli rendendoli sfibrati e deboli.
L’entità degli effetti cutanei è proporzionale alla quantità di radiazioni UV assorbite e questa, a sua volta, dipende da vari fattori tra cui la posizione geografica, le ore del giorno, le condizioni metereologiche (gli UV raggiungono la superficie terrestre anche quando il cielo è nuvoloso).

Come godere degli effetti benefici proteggendosi da quelli malefici

Il nostro organismo possiede alcuni sistemi di difesa cutanea che si attivano automaticamente quando ci esponiamo al sole: l’aumento della produzione di melanina e, dunque, l’abbronzatura, è uno di questi insieme con l’ispessimento dello strato corneo.
solari
Le difese naturali, da sole, sono però insufficienti a proteggerci in caso di esposizioni prolungate e dosi massicce di raggi UV. Diventa quindi necessario l’uso di prodotti solari con fattore di protezione adeguato al nostro fototipo – per pelle, capelli e labbra – oltre al buonsenso di evitare l’esposizione diretta durante le ore più calde e ad altri accorgimenti come proteggere il capo e gli occhi.

I prodotti solari

I prodotti solari sono cosmetici sofisticati in grado di garantire protezione da raggi UVA e UVB, limitando i danni cutanei che possono derivare dall’esposizione al sole.
Generalmente, oltre ai filtri solari, contengono sostanze idratanti,emollienti e antiossidanti che ne aumentano la funzionalità.
I filtri solari possono essere sia chimici che fisici. Generalmente l’approccio più efficace consiste nella combinazione dei due tipi.

I filtri chimici

Sono costituiti da molecole che assorbono parte dell’energia delle radiazioni e la rilasciano sotto altre forme.
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La principale proprietà da ricercare in un filtro solare chimico è la fotostabilità ossia la capacità di non subire alterazioni con l’esposizione al sole. Sembrerebbe una caratteristica scontata per un prodotto destinato proprio a proteggere la pelle dal sole ma alcuni prodotti solari contengono tutt’oggi sostanze che non rispecchiando questo principio ci espongono a danni ancora maggiori di quelli che potremmo subire a causa dei raggi UV.
La seguente classificazione proviene dal forum l’angolo di lola (sito di riferimento non solo per chi si avvicina all’autoproduzione cosmetica):

Filtri chimici fotostabili:

Octocrylene : filtro UVB
Mexoryl:
– Terephthalylidene Dicamphor Sulfonic Ac = Mexoryl SX – filtro UVA
– Drometrizole Trisiloxane = Mexoryl XL – filtro UVB
Tinosorb:
– Bis-Ethylhexyloxyphenyl Triazine = Tinosorb S filtro UVA e UVB
– Methyilene Bis-Benzotriazolyl Tetramethylbuthylphenol = Tinosorb M – filtro UVA e UVB
Diethylhexyl Butamido Triazone: filtro UVA
Ethylhexyl Triazone: filtro UVB
Octyl methoxycinnamate = ethylhexyl methoxycinnamate filtro UVB, messo da solo in formula ancora regge in fotostabilità, ma se in co-presenza destabilizza l’avobenzone, il tutto si ristabilizza se sono presenti octocrylene e/o Mexoryl e Tinosorb.

Filtri chimici non fotostabili:

Butyl Methoxydibenzoylmethane è l’avobenzone filtro UVA e parte UVB, è un filtro non fotostabile; è stabilizzato se in formula ci sono octocrylene e/o Mexoryl, Tinosorb, Diethylhexyl Syringylidene Malonate, Diethylhexyl 2,6-Naphthalate
Ethylhexyl Salycilate (potreste ancora trovare da qualche parte il fu octyl salicylate, vecchia denominazione, stessa sostanza): filtro UVB non fotostabile, si stabilizza in co-presenza con ethylhexyl triazone, tinosorb M o S, octocrylene, o mexoryl.

Filtri chimici “problematici”

Methylbenzyliden Camphor (4-MBC): Filtro UVB parziale UVA, risulta fotostabile ma è sotto osservazione dalla Commissione Scientifica Europea dei prodotti al consumo (SCCP) in quanto ci sono rischi di tossicità; con recente parere del 2008 SCCP valuta questo filtro solare sicuro quando introdotto per un massimo del 4% esclusivamente in prodotti da spalmare sulla pelle, mentre non può escludere rischi per la salute quando presente in prodotti spray, aerosol, o ingeribili tipo stick labbra, rossetti.
Come il 4-Methylbenzyliden Camphor (4-MBC), anche i seguenti filtri sono sotto osservazione per possibile attività estrogena (rimane sempre valido il consiglio di lavarsi bene quando si torna dalla spiaggia).
Octyldimethyl-PABA (OD-PABA)
Benzophenone-3 (Bp-3)
Homosalate (HMS)
Octyl-Methoxycinnamate (OMC): pare che da solo non regga tanto bene in fotostabilità quindi è meglio trovarlo in co-presenza di ethylhexyl triazone, tinosorb M o S, octocrylene, o mexoryl.

I filtri fisici

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I filtri solari fisici sono pigmenti opachi che riflettono e/o diffondono la luce ultravioletta. Sono ottenuti da minerali polverizzati o micronizzati. I più comuni sono: il biossido di titanio (TiO2), l‘ossido di zinco (ZnO), il biossido di silicio (SiO2), il caolino, l’ossido di ferro o magnesio.
I filtri fisici sono fotostabili, non reagiscono con i filtri organici e  vengono spesso usati in associazione a questi, anche ad elevate concentrazioni, determinando un effetto sinergico che permette di raggiungere valori molto elevati di SPF.

I prodotti solari funzionano se utilizzati adeguatamente

Affinché un prodotto solare sia efficace e fornisca la protezione SPF indicata in etichetta dovrà essere applicato in una quantità pari a 2 mg per cm2 di pelle: sul viso, ad esempio, bisognerà utilizzare all’incirca 2,5 ml di prodotto. L’applicazione deve essere ripetuta ogni 2 o 3 ore.
I seguenti Consigli spiccioli” sono tratti dal forum L’Angolo di Lola:
– evitare i solari con oxybenzone=benzophenone-3 in quanto genera radicali liberi, si accumula per via sistemica, interferisce con l’attività degli estrogeni;
– evitare i solari che hanno filtri con attività estrogena (vedi sopra)
– lavare sempre accuratamente i solari dalla pelle, mai andare a dormire con il solare in faccia o sul corpo.
Il forum di Lola consiglia: meglio comprare solari eco-bio con filtri fisici, se presente il titanium dioxide cercare i solari più ricchi in antiossidanti tipo vitamina C, gamma orizanolo, tea verde, estratto di carota, resveratrolo et similia che limitano eventuali danni; comprando solari con filtri chimici sceglierli solo tra quelli che comprendono nella formula Tinosorb S e M e Mexoryl XL e SX; se cercate buone protezioni chimiche le migliori… le trovate, incredibile ma vero, al supermercato, non in farmacia: i colossi della cosmetica della grande distribuzione fanno dei solari buoni e soprattutto sperimentati con test dermatologici su volontari, cosa che la maggior parte delle piccole aziende non fa e quindi dell’SPF scritto in etichetta non ci possiamo fidare più di tanto.
La Commissione Europea ha emanato nel settembre 2006 una raccomandazione che indica ai produttori criteri da seguire e informazioni da produrre al consumatore relativamente al grado di protezione fornito dai prodotti solari. In particolare raccomanda che il prodotto solare garantisca un’adeguata protezione anche ai raggi UVA, e che l’indice di questa protezione debba essere uguale o maggiore a 1/3 del SPF (protezione dagli UVB), es.: spf 30, protezione UVA 10 o più.
La raccomandazione non è vincolante per i produttori, si consiglia nell’acquisto di solari, in particolare di quelli con mix di filtri chimici e fisici, di sceglierli tra quelli che forniscono le informazioni sulla protezione sia per i raggi UVB che UVA.
Buona abbronzatura,
SophieCognac

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